RIMANEVA L’ANCORA DA TOGLIERE!


(V dom t.o. Lc 5,1-11)

“E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono”.

Si conclude così il brano del Vangelo di questa domenica che ci fa incontrare maestro lungo la riva del lago di Tiberiade, un luogo a Lui caro perché su quelle rive Gesù ha vissuto la maggior parte degli eventi raccontati dai vangeli.

È un giorno di lavoro, uno qualsiasi, uno dei tanti. I pescatori per tutta la notte hanno lavorato nel lago di Gennèsaret, ma le reti sono rimaste vuote. Tanta fatica, tanti sacrifici per nulla. Si ritorna a casa a mani vuote.

Ma in questa delusione, in questa quotidianità della vita dei pescatori di Cafarnao, si presenta Gesù e chiede a Simone di usare la sua barca come un pulpito per parlare alle folle. La fama di Gesù di Nazareth era già diffusa, tutti avevano sentito parlare dei suoi miracoli, esorcismi e guarigioni.

Simone stesso era stato testimone della guarigione di sua suocera (Lc 4,38-39) e accetta volentieri la richiesta di Gesù. Leggendo questa pagina sembra di rivederlo Pietro… di nuovo su quelle rive del lago, mentre passeggia sulla spiaggia, la sera, ed osserva le barche ferme ed immobili, cullate appena, da qualche lieve onda.

Il sole tramonta all’orizzonte e lui si immerge nei ricordi, con una nostalgia carica di gioia e di gratitudine. Lo penso così Pietro… tornare volentieri proprio su quella riva, magari con qualche amico… o forse da solo.

Provo a pensarlo lì, con me. Me lo vedo mentre racconta, seduto sui ciottoli, lo sguardo rivolto a quelle barche illuminate dal sole calante. “È qui che ci siamo incontrati, me lo ricordo come fosse ora. C’erano anche Giacomo e Giovanni. Eravamo a pezzi, tristi, stanchi, dopo una lunga notte passata a pescare nulla. Lì, accanto alle nostre barche, lavavamo le reti. Con calma, nel silenzio”. Quando le cose vanno male, ti sembra di vivere a rallentatore.

Quando sei preso dalla delusione, anche i tuoi movimenti si rallentano, diventano pesanti. “Con in mano le reti, le passavamo, controllando i nodi, uno a uno… senza dire una parola, senza guardarci l’un l’altro pur consapevoli di non essere soli. Non c’era la voglia di tornarsene a casa a mani vuote, meglio prendersi del tempo. Ero deluso ed arrabbiato. E proprio mentre ero nel vortice dei miei pensieri, ecco avvicinarsi una gran folla che incalzava Gesù.

Ci mancava pure tutta sta gente! Non sopporto la confusione quando non sono dell’umore giusto, e tantomeno tutti questi che se ne stavano a sentire le ultime storie di questo maestro. Non avevano niente di meglio da fare?! Poi questo rabbì, non gli basta farci la predica il sabato in sinagoga? No, ora se ne vanno pure a spasso a predicare, anche dove la gente lavora e suda dal mattino alla sera! Intanto la folla si avvicina.

Si fermano proprio di fronte alla mia imbarcazione. Gesù guarda verso di noi, sale sulla barca e mi chiede di scostarmi un poco. Accetto. Sorriso di circostanza, denti stretti. Voglia di mandarlo a quel paese? Si certo! Ma continuo con il mio lavoro, io. Certo parla bene questo Gesù, li ha incantati tutti. Sembra che abbia finito, ora congederà la folla e noi così saremo liberi di tornarcene a casa. E la folla si sciolse velocemente”.

Ma Gesù si voltò e mi disse: “Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca”. Non so che cosa mi accadde in quel preciso momento, in me c’erano sentimenti contrastanti, la voglia di trovare una scusa, di dirgli che se i pesci non avevano abboccato prima certamente non l’avrebbero fatto ora con il sole alto, era già tutto risistemato… eppure… eppure… quella sua fiducia… quelle sue parole… “Non abbiamo preso nulla, gli risposi, ma sulla tua parola getterò le reti”.

E mi ritrovai in un attimo indaffarato alla preparazione, i movimenti nuovamente veloci, sicuri… e gli altri con me. “Prendi il largo”… nella mente mi rimbombavano quelle parole… prendi il largo… Tutto fu pronto in un batter d’occhio, rimaneva l’ancora da togliere… e partire. Issammo le vele e piano piano ci allontanammo dalla riva… io assorto in quel “prendi il largo… e cosa non successe… mai visti così tanti pesci!”.

Nella mia mente interrompo Pietro che si è fatto prendere dal suo raccontarmi… ed ora chiedo a me… a voi… forse c’è qualcosa che ancora ti tiene legato al porto, da troppo tempo? Cosa ti impedisce di prendere il largo, se da troppo tempo la tua vita si è rallentata? Nel pieno della notte, dopo una notte in cui non hai preso nulla e ti senti uno straccio, Gesù si avvicina a te con quelle parole: prendi il largo! E accadrà il miracolo, ma senza di te Dio non può fare nulla! Prendi il largo! Domandati come farlo! Ma non restare al porto crogiolato dagli interrogativi! Prendi il largo! Forse in questa settimana hai qualcuno da incontrare, qualcuno a cui parlare, qualcuno da aiutare… un gesto, una parola… che mancano da troppo tempo.

Non lo so! Ma tu lo sai! Ascoltatevi … Ascoltatelo… e fidatevi di Lui che passa ancora oggi per te… sulla riva del tuo mare infruttuoso e guardandoti ti dice: “prendi il largo… leva l’ancora… guarda dritto …avanti tutta… questa è la rotta… questa è la direzione… sta a te… la decisione è tua”.

Leva l’ancora e prendi il largo! Buona settimana!

 

 

 

donmariorusso

E' il parroco della Comunità del Sacro Cuore ai Gerolomini a Pozzuoli.

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