PRONTI A LAPIDARE!


(V dom. Quaresima – Gv 8, 1-11)

 Provo a pensare a quel momento… quando lì sulla spianata del tempio, portano quella donna sorpresa in flagrante adulterio.

La scena è movimentata… fatta di sguardi inquisitori e occhiate assassine… ma uno sguardo è diverso dagli altri. È il vangelo di questa ultima domenica quaresimale.  Gesù ormai è giunto nella grande città (Gerusalemme), dove darà prova di quanto Dio ci ama nonostante le nostre infedeltà e tradimenti.

È l’inizio di un nuovo giorno e Gesù è nel tempio per insegnare. D’un tratto l’attenzione è distratta da uomini “giusti e devoti della legge”, che trascinano ai suoi piedi una adultera scoperta in flagrante tradimento.

Che fare? La legge è legge gli gridano, mentre raccattano le pietre per l’imminente lapidazione che avrebbe ucciso la colpevole e soddisfatto l’ansia “purificatrice di quegli uomini devoti”. “La legge è legge” avrà pensato anche Gesù… ma subito dopo: “chi è senza peccato scagli per primo la pietra!”.

Tremendo tranello quello teso a Gesù da scribi e farisei. Se dice infatti di lapidarla sarà accusato di durezza di cuore, il contrario di quanto va predicando. Se dice di non lapidarla sarà accusato di trasgressione della legge mosaica.

E dunque? Che fare? Quale risposta dare. Tace Gesù… tace e scrive! È questione di vita o di morte e lo sa bene il maestro… vita o morte per la donna e per lui! Misterioso questo scrivere di Gesù… l’unica volta che lo ha fatto. E poi la risposta… “adesso… chi fra voi non ha nulla da rimproverarsi… non ha peccato… scagli per primo la pietra”.

Tutti ammutoliscono perché rimandati ciascuno alla propria coscienza di peccatori! Giovanni ci racconta che vanno via tutti… a cominciare dai più anziani, mentre Gesù continua a scrivere per terra. Rimasto solo con la donna Gesù le dice: “Nessuno ti ha condannata? Neppure io ti condanno! Va’ in pace e non peccare più”.

Ecco il cuore di Dio… ecco la misericordia del padre che si manifesta nel Figlio! L’unico libro dei conti di Gesù è la sabbia. Mai capitato di perdere qualcosa nella sabbia? Difficile poi ritrovarla, no? La sabbia ingoia tutto… cancella tutto… dimentica tutto!

Anche i castelli di sabbia crollano! Non rimane niente nella sabbia. La donna è ora davanti a Lui e comprende da quel gesto che il suo peccato è già perdonato e cancellato come tutto ciò che è scritto sulla sabbia. Strano tribunale quello di Dio! Basta il vento della sera e tutto è cancellato.

Poco più in la nel tempo… appena pochi giorni dopo… si ripete la stessa scena. Stavolta è un ladro crocefisso per le sue malefatte, che riceve per promessa ultima, la conquista del paradiso: “oggi stesso sarai con me”… e si ritrova il primo canonizzato della storia (l’unico canonizzato direttamente da Gesù!). Ecco i più salvabili. Chi tocca il fondo non ha più nulla da perdere, nulla su cui contare… nemmeno la pretesa di “un premio” per le sue opere buone.

Alla fine l’adultera, la Maddalena, il buon ladrone, hanno contato totalmente su di Lui… sulla sua misericordia! “Chi in lui si rifugia, non sarà deluso”… recita il Salmo 33… ed è consolante pensare che rifugiandoci in lui ascolteremo anche noi quelle parole: “io non ti condanno, va’ in pace e non peccare più”. Qui sta tutto l’amore di Dio per noi… un Dio che ci ripete: “non sono venuto per condannare ma per salvare”. Facile è condannare… è la via breve e facile.

Difficile è salvare… perché richiede un lavorare… un pazientare… un aspettate che tutto si sani! Il Dio di Gesù Cristo… è un Dio che aspetta… che spera… che non demorde! È un Dio che sa stupirti!  È un Dio che apre sempre nuovi orizzonti. Ora tocca a noi! Dove ci collochiamo? Siamo dalla parte degli scribi e dei farisei… pronti a lanciare pietre… ad accusare, giudicare, condannare, uccidere? O siamo dalla parte di Gesù… che tace di fronte all’errore… che fa ravvedere gli accusatori ricordando a ciascuno i propri fantasmi nascosti… che vede il cuore penitente, disposto al cambiamento… e dunque perdona?

Gesù ricorda a me e a voi che tutti siamo peccatori, bisognosi di perdono. Ho coscienza di essere peccatore? Gesù ci mostra come siamo facili, di fronte all’errore del fratello, a diventare loro giudici, senza pietà e comprensione, preoccupati solo della punizione o della messa al bando… e non della loro salvezza!

Giudico facilmente gli altri o mi sforzo di comprendere e aiutare? Quanto costa perdonare! Concludo con una riflessione di Padre Raniero Cantalamessa: “Noi non brandiamo più le pietre contro chi sbaglia, ma il fango si, la maldicenza si, la critica si. Se qualcuno della nostra cerchia di conoscenze cade, o fa parlare di se, gli si è subito addosso scandalizzati, come i farisei del Vangelo.

Ma spesso non perchè si detesta veramente il peccato commesso, ma perchè si detesta il peccatore. Perchè, dal contrasto con la condotta altrui, si vuole, inconsciamente, far brillare la propria.  Il Vangelo dell’adultera ci propone un grande rimedio a questa pessima abitudine. Esaminiamoci bene, con l’occhio con cui ci vede Dio, e allora sentiremo, si, il bisogno di correre da Gesù, ma a chiedere il perdono per noi, non la condanna per gli altri”.

 

donmariorusso

E' il parroco della Comunità del Sacro Cuore ai Gerolomini a Pozzuoli.

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