GLI OCCHI DI TUTTI ERANO FISSI SU DI LUI…


( III dom t.o. – Lc 1, 1-4; 4, 14-21)

Lasciato Giovanni e le nozze di Cana di domenica scorsa… eccoci all’evangelista Luca, che da oggi ci accompagnerà in modo più sistematico e organico nel corso di quest’anno liturgico.

Cana ci ha ricordato che l’incontro con Gesù è sempre una festa… dove c’è Lui non c’è posto per la tristezza! Oggi Luca, nel brano che abbiamo ascoltato, vuole introdurci progressivamente a conoscere colui che è il motivo di questa festa… Gesù.

E per farlo, all’inizio proprio del suo scritto sembra quasi volerci dire: “Signori cari…  non sono qui a raccontare  delle favolette o dei racconti edificanti sulla vita di un grande uomo di nome Gesù… qui non ho raccolto tutte le fantasticherie che si sono dette su di lui, ma che non sono state mai provate”.

No, Luca ci dice subito che ha fatto un lavoro di ricerca preciso e dettagliato: “così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo”.

Insomma Luca ci dice che il vangelo è una cosa seria. E fa’ un ottimo lavoro. Vedete… quando amiamo qualcuno, quando conosciamo qualcuno magari da poco tempo e con lui instauriamo un rapporto di amicizia e conoscenza reciproca, cerchiamo di conoscerlo meglio possibile. Siamo avidi di notizie, ci informiamo: che cosa hai fatto? Chi hai visto? E con quella persona di cosa avete parlato?… Tutto ciò per entrare in un rapporto di intimità con l’altro.

Ecco… lo vedo proprio così Luca: mentre se ne va in giro a chiedere più informazioni possibili, con taccuino alla mano. E in lui cresce sempre di più il desiderio di saperne di più del maestro di Nazareth: si dice di quella volta che Gesù entrò in sinagoga e lesse le scritture ad alta voce. “Ah si?” – dice Luca – “Avanti raccontami com’è andata! E quale brano lesse? E quali furono le reazioni? E lui?…”. Luca si appassiona, ci mette l’anima nel conoscere Gesù.

Anzitutto per un motivo molto semplice che, immagino, tutti sappiate. Luca, medico di Antiochia, Gesù non l’ha mai incontrato! Conosce Gesù attraverso San Paolo… e se ne innamora… perdutamente! Eppure non l’ha mai visto dal vivo!!! E potremmo già qui fermarci e dire grazie… si… grazie caro Luca, perché sei vicino a tutti noi! Anch’io non ho mai visto Gesù in carne ed ossa, eppure quante volte io… penso anche voi vi sarete detti: se avessi avuto anch’io la fortuna degli apostoli…se anch’io l’avessi sentito predicare o visto fare i miracoli, allora sarebbe tutto diverso, tutto mi sembrerebbe più vero! Ci crederei veramente!

E invece Luca, oggi, mi viene a dire che neppure lui l’ha visto… eppure gli ha cambiato la vita, per sempre! Ha creduto! E noi? Quanto conosciamo Gesù? Quanto ci appassioniamo nel conoscerlo?

Siamo sinceri dai! Siamo estremamente pigri: noi cristiani sappiamo così poco di Gesù! Poi magari ci scaldiamo con i dibattiti televisivi, o con gli amici durante una cena, o con i colleghi per la questione del crocifisso… del presepe…ma quanto conosciamo Gesù?

La fede è animata dalla ricerca, dalla passione di conoscere, indagare, sapere i minimi particolari… questo ci racconta Luca. Caro amico: se sei affascinato da Gesù, non smettere di ricercare, e non accontentarti!

Indaga, conosci, approfondisci! Luca dice a me… a voi… Teòfilo (che significa amante di Dio) sei tu!

Puoi essere tu se lo vuoi! Innamorati di Lui… è per te che io ho raccolto testimonianze accurate… per te!

Non accontentarti di ciò che pensi di sapere di Lui… ma vai anche dal tuo prete! E domandagli di parlarti di Gesù! Ci avete mai pensato? Ai preti domandiamo i sacramenti, l’aiuto per un posto di lavoro, di cambiare le date della prima comunione, di occuparsi dei nostri figli, di portarci in vacanza a un prezzo low cost, di animare i giovani… e se gli chiedessimo ogni tanto di parlarci di Gesù? Sono battute paradossali eh… però pensateci!

Cambiamo pagina. Dunque Gesù entra nella sinagoga… e Luca, come suo stile, sembra quasi farci evdere la scena.  La sinagoga è gremita come ogni sabato… Gesù è da un po’ che non viene a Nazareth… girano voci su di lui, ma nessuno sa bene cosa stia facendo. Eccolo che entra. Sento i suoi passi sulla terra battuta. Il poco brusio che c’era un attimo prima svanisce. Gli occhi di tutti sono puntati su di lui: studiano ogni movimento del suo corpo.

E lui sa di essere osservato. Gli passano il rotolo della Scrittura… non perdo una parola… “Lo Spirito del Signore è su di me…”. Gli occhi di tutti adesso sono “fissi su di lui”… fissi… cioè sospesi fra terra e cielo… mai sentite parole così… ma non erano sue… erano già state scritte… ma mai sentite parole così!!!

Signore Gesù, fammi sentire i tuoi passi. Fammeli riconoscere, i tuoi, tra i milioni di passi che odo. Fammi riconoscere i tuoi passi quando, in ogni eucaristia, entri nelle nostre chiese, mischiandoti in mezzo alla folla, seduto nei banchi, mischiato alla gente comune! Sono povero… cieco… prigioniero… oppresso… Sei dunque venuto per me, Signore? E quando accadrà che mi libererai, inondandomi di gioia? E ancora Lui mi dirà: “OGGI… si è adempiuta questa scrittura…”. OGGI!

 

 

donmariorusso

E' il parroco della Comunità del Sacro Cuore ai Gerolomini a Pozzuoli.

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