“QUEL SOMARO…SLEGATELO!”

(Domenica delle Palme)

Siamo alle porte di Gerusalemme. Sono passati quaranta giorni… ed eccoci alle soglie della grande settimana… quella più importante dell’anno liturgico… talmente importante per i discepoli di Gesù che continuano a chiamarla “Santa”.

Questa settimana che si apre non ha bisogno di tante parole… c’è bisogno piuttosto di entrare nelle celebrazioni… nei segni… nei riti… e contemplare. Al suo ingresso la gente lo accoglie come un re, stende mantelli e agita ulivi. Tutti portano cartelli con un’unica scritta: Osanna! Salvaci! Ma in pochi giorni tutto cambierà! Entra Gesù in Gerusalemme e lo fa montando una cavalcatura umile… un asino.

Per il suo trionfo prende l’animale della gente semplice della campagna, e per di più si tratta di un asino che non gli appartiene, ma che egli chiede in prestito per questa occasione. un asino preso in prestito! Ecco… Oggi quell’asino, che porta Gesù nel mondo, che lo rivela, che parla di lui, siamo noi… e questa è una bella immagine perché ci ricorda che Gesù non vuole essere portato da cavalcature imponenti, appariscenti… non cerca adoratori di luci di ribalta per essere annunciato… ma piccoli e umili discepoli… come un somaro… cioè l’animale che porta… soma… che porta il peso per gli altri.

Entra a Gerusalemme come un Dio differente, inaspettato, inatteso. Un Dio che porta il peso… il peso mio… tuo… dell’umanità! (Nel testo di Luca, che non è quello che ascolteremo quest’anno) c’è una sottolineatura da cogliere: su quel somaro non c’era mai salito nessuno! Capite? Nessuno! E d’altra parte si capisce il perché! Perché tutto sommato chi lo vuole un cristianesimo fatto di solo servizio?

E invece Gesù dice: “slegatelo!”. Sleghiamo il nostro cristianesimo da qualsiasi potere… sleghiamo il nostro cristianesimo da qualsiasi prestigio che non sia il servizio. Papa Francesco ce lo ricorda spesso che “Servizio” è la parola d’ordine della nostra fede. Siamo invitati a farci somari… portare i pesi degli altri! Questo Cristo fa a Gerusalemme… questo fa quando entra glorioso nella tua vita… fa il somaro.

Porta su di se il peso della tua vita ma invita anche me prete, invita noi chiesa, invita tutti i credenti a liberare il nostro cristianesimo e farlo ritornare sempre, ogni giorno, un atto di servizio… di amore puro… trasparente. Troviamo del tempo per fermarci, in questi giorni, ed allungare lo sguardo oltre quel velo squarciato del Tempio… per squarciare con esso le nostre resistenze e le nostre zavorre.

Vi invito ad entrare in questa settimana attraverso un versetto che abbiamo ascoltato nella prima lettura: “Il Signore mi ha aperto l’orecchio e non mi sono tirato indietro… non mi sono sottratto al flagellatore”… non tiriamoci indietro in questa settimana! È così importante, così bella, così intensa! Non tiriamoci indietro… non giochiamo al risparmio! Entriamo con il nostro corpo, con la nostra mente, con il nostro cuore, con il nostro sentimento, con tutte le nostre sofferenze, con tutte le nostre passioni. Entriamo in questa Settimana Santa… perché l’entrarci ci porterà alla Pasqua. Entrarci con la nostra vita, con i nostri dubbi, con le nostre difficoltà… perché la fede cammina sempre a braccetto con i nostri dubbi, le nostre paure, le nostre inquietudini.

Dio conosce questo… sa! Non tiriamoci indietro! Gesù entrerà per noi nel Getsemani… per noi salirà sulla croce… per noi dirà: “Padre perdonali!”. Viviamo questa settimana in comunione con tutti coloro che soffrono e che vivranno questi momenti incollati alla croce di Cristo.

Non tiriamoci indietro… entriamo in questa settimana per farci liberare, come Gesù ha fatto liberare quell’asinello. Che liberi anche il nostro cristianesimo da qualsiasi catena. Lasciamoci trascinare dalla narrazione, riviviamo in noi gli odori, i suoni, le luci e i colori di quei tre giorni in cui Dio morì donando se stesso per noi.

Vi auguro veramente una settimana Santa perché possiamo essere pronti a risorgere con lui nella notte in cui la luce ancora una volta squarcia le tenebre del nostro cuore.

donmariorusso

E' il parroco della Comunità del Sacro Cuore ai Gerolomini a Pozzuoli.

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