TUTTI IN CAMMINO…

(XIV dom.t.o. – Lc 10,1-12.17-20)

 

Ecco una pagina che ci invita ad annunciare il vangelo… ad annunciarlo con gioia, entusiasmo, fiducia.

Partono i settantadue per dirci che l’annuncio, la missione, la testimonianza non è una vocazione per qualcuno… non è per me prete, per le suore o per qualche vocazione speciale. L’annuncio, la missione, la testimonianza, sono per me… per te… per tutti. È la nostra vocazione.

È la vocazione della chiesa in uscita!  Noi non possiamo tacere… noi non possiamo non raccontare la nostra fede… non possiamo rischiare di non raccontare la nostra fede con la vita. Questo vale per tutti quelli che si dicono discepoli di Gesù, al di la di ogni carisma o ministero o missione. Gesù li manda a due a due… li manda insieme, per dire che allora e per sempre, il vangelo va annunciato in comunione. Il vangelo si annuncia insieme… perché insieme va vissuto. “La messe è abbondante”… siamo mandati in un campo che è più grande di quello che pensiamo o immaginiamo. Siamo mandati a vivere qualcosa di estremamente più grande di noi, e questo porta a due necessità: pregare cioè portare nella preghiera la missione, le persone, le nostre relazioni; e avere fiducia… Dio ci dona a questo coraggio… a questa audacia di uscire da noi stessi, dai nostri comodi e sicuri ambienti, dove è facile dirci suoi discepoli, e ci spinge ad andare… andare.

È l’invito donatoci al termine di ogni Eucarestia celebrata: “andate… andate… adesso inizia la messa…”… “ite missa est”… “andate è la messa!!!”. Ogni Eucarestia celebrata è per uscire, non per restare! Noi dobbiamo portare il vangelo e Gesù Cristo li dove è venuto per restarvi: per le strade, fra la gente, nella vita comune. Lo dico con una battuta: “penso proprio che ogni tanto Gesù si stufi di stare nel tabernacolo!”… non si è fatto uomo per stare nei tabernacoli.

Non ha passato la vita stando nelle sinagoghe, ne solo in ginocchio a pregare. Lo dicevamo la scorsa settimana… nei momenti decisivi si ritira in un luogo solitario a pregare, ma per stare poi tra la gente! “Andate e dite il regno di Dio è vicino a voi”… Dio è con voi… è con te che non trovi più un senso alla tua vita… è con te che piangi, che ti disperi… è con te che sei offeso nella tua dignità, nel tuo amore… è con te… in ogni evento bello e meno bello della tua vita!

Lo ripeto: Gesù va annunciato… va portato nella vita concreta: lì dove la gente soffre, perde il posto di lavoro… lì dove la speranza stenta a rinascere! Non lasciamo che questa parola ammuffisca sui nostri amboni… nelle nostre chiese! Noi siamo qui ogni domenica per rigenerarci e poi uscire… andare, senza portarci troppe cose. Ecco… perché il troppo appesantisce. Troppe cose… troppi programmi, progetti, piani strategici, spesso appesantiscono e spengono la semplicità e la gioia dell’annuncio: “Dio ti è vicino”. Noi abbiamo bisogno dell’essenziale… e l’essenziale è Gesù! La messe è abbondante, ma sono pochi quelli che vi lavorano.

Mancano operai del bello, mietitori del buono. Andate: lo ripete a noi oggi… andate e non portate borsa né sacca né sandali… Vi mando disarmati. Decisivi non sono i mezzi, decisivo è il cuore! I messaggeri vengono portando un pezzetto di Dio in sé. Se hanno un pezzetto di Vangelo dentro, lo emaneranno tutto attorno a loro… lo irradieranno. Concludo: il Signore ci invita alla preghiera e alla fiducia. Preghiera per rigenerarci e fiducia per partire. Il Signore ci invita ad andare (mai da soli) per portarlo la dove vuole stare: fra la gente! Chiediamocelo: cosa ho fatto fino ad oggi del mio dirmi cristiano? Ho fatto gioire i miei fratelli/sorelle portando loro una buona notizia? Quale vangelo ho consegnato loro? Ed io… sono un vangelo con le mie scelte di tutti i giorni? (onestà, trasparenza, disponibilità, correttezza…).

E allora… perdonaci Signore  per la nostra poca preghiera e neanche tanto fiduciosa. Perdonaci se ci siamo  mossi poco e non ci siamo sprecati per il tuo regno. Abbiamo preteso elogi, complimenti, riconoscimenti, coppe e targhe, plausi e banchetti! Perdonaci Signore se non siamo stati in ansia per i tuoi malati. Non ci siamo sciupati nell’annuncio e nel servizio, troppo occupati nella cura di noi stessi… del consenso… del seguito! abbiamo fatto di tutto per piacere! Perdonaci, per tutta la vanagloria che abbiamo ascoltato e coltivato…  per tutte le volte che ci siamo rallegrati e vantati per aver valutato i risultati dai numeri! Perdonaci se corrispondiamo così poco alle tue parole, ai tuoi gesti dimenticandoci troppo spesso degli ultimi, dei poveri, degli uomini in cerca di una vita migliore, di un luogo pacifico dove essere accolti come fratelli. Perdonaci per i ponti abbattuti e i muri costruiti! Convinci tu il nostro cuore ad aprire le nostre vite in un abbraccio universale che faccia del mondo una famiglia solidale

 

 

 

donmariorusso

E' il parroco della Comunità del Sacro Cuore ai Gerolomini a Pozzuoli.

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