“ECCO IL CUORE CHE HA TANTO AMATO GLI UOMINI…”
(Mercoledì delle ceneri alla presenza delle reliquie di S.Margherita Maria Alacoque)
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“Perdonaci, Signore: abbiamo peccato”, così recita il Salmo responsoriale all’inizio di questo tempo opportuno… tempo favorevole… tempo di grazia. È l’opportunità che ancora una volta la Chiesa ci offre per farci sperimentare quanto è grande l’Amore di Dio per noi, quanto è infinita la Sua Misericordia verso i Suoi figli. Con il tradizionale rito dell'imposizione delle ceneri vogliamo assumere l'impegno di convertire il nostro cuore verso gli orizzonti nuovi della Grazia. La Quaresima, che oggi iniziamo, è la scuola che dobbiamo frequentare per imparare l'Amore… l'Amore che Dio ha per noi, tanto da rendersi sempre disponibile al perdono e l'Amore che noi dobbiamo nutrire per i fratelli, dove si realizza il progetto di Comunione universale, pensato da Dio sin dalla creazione. Questa sera abbiamo la grazia di avere con noi, in questa Chiesa parrocchiale del Sacro Cuore ai Gerolomini, la presenza delle reliquie di Santa Margherita Maria Alacoque e San Claudio la Colombiere. Margherita Maria Alacoque, dopo alcuni anni di vita nel monastero della Visitazione di Paray-le-Monial, sostenne di avere avuto il 27 dicembre 1673, un'apparizione di Gesù, affermando che lo stesso domandava una particolare devozione al suo Sacro Cuore. Margherita Maria Alacoque disse di aver avuto tali apparizioni per 17 anni, sino alla morte. Tuttavia venne malgiudicata dai superiori ed osteggiata dalle consorelle, tanto che essa stessa ebbe a dubitarne delle apparizioni. Di fondamentale importanza fu, a questo punto, l'incontro con il gesuita Claude La Colombière, che divenne il suo direttore spirituale e che le diede quella fiducia in sé stessa. A partire dal 27 dicembre 1673, giorno di San Giovanni Evangelista, colui che secondo il vangelo aveva appoggiato il capo sul cuore di Cristo, le apparve ripetute volte Gesù. In quella che viene chiamata la grande rivelazione, lei scrive che Gesù le mostrò il suo Sacro Cuore e le chiese che il venerdì dopo l'ottava del Corpus Domini fosse celebrata una festa per rendere culto al Sacro Cuore. La festa verrà stabilita ufficialmente dalla Chiesa cattolica nel 1856, oltre 160 anni dopo la sua morte. Nella sua descrizione della grande promessa che lei afferma ricevere da Gesù, scrive che “a coloro che ricevono la comunione per nove mesi consecutivi, ogni primo venerdì del mese, verrà concesso il dono della penitenza finale”. Esso consiste nel non morire in stato di peccato, né senza ricevere i sacramenti. L'ultima parte della promessa da lei descritta ha carattere mistico: scriverà che Gesù promise sicuro asilo nel suo Sacro Cuore al fedele moribondo negli ultimi istanti.Scrive ancora Santa Margherita Maria:“Una volta, dunque, mentre ero davanti al Santissimo Sacramento avendo trovato un po' di tempo libero, poiché le occupazioni che mi si davano non me ne lasciavano affatto, mi sentii investita dalla divina presenza, ma così fortemente, che mi dimenticai di me stessa e del luogo dove ero, e mi abbandonai a quel divino Spirito, consegnando il mio cuore alla forza del suo amore. Egli mi lasciò riposare a lungo sul suo petto divino, dove mi fece conoscere le meraviglie del suo amore e i segreti inspiegabili del suo Sacro Cuore, che mi aveva sempre tenuto nascosto, fino al momento in cui egli me lo manifestò per la prima volta. Lo fece in modo così effettivo e sensibile che non mi lasciò alcun dubbio, per gli effetti che questa grazia produsse in me; tuttavia temo sempre d'ingannarmi in tutto ciò che dico avvenire in me. Ed ecco come mi sembra sia accaduto. Egli mi disse: Il mio divin Cuore è così appassionato d'amore per gli uomini, e per te in particolare, che non può più contenere in se stesso le fiamme dell'ardente carità, e bisogna che le diffonda per mezzo tuo. Si manifesterà così agli uomini per arricchirli dei suoi preziosi tesori che io ti faccio vedere, e che contengono le grazie santificanti e salutari necessarie per sottrarli all'abisso di perdizione. Ti ho scelta come un abisso d'indegnità e d'ignoranza per il compimento di questo grande disegno, affinché tutto sia fatto da me. Dopo mi chiese il cuore; io supplicai lo prendesse, come fece, e lo mise nel suo adorabile; in esso me lo fece vedere come un atomo che si consumava in quell'ardente fornace e da qui ritirandolo come una fiamma ardente in forma di cuore, lo rimise dove l'aveva preso …: il Sacro Cuore mi era presentato come un sole scintillante di una luce sfolgorante, i cui raggi ardenti mi cadevano perpendicolarmente sul cuore. Me lo sentivo dapprima incendiato di un fuoco così ardente che mi sembrava di stare per esser ridotta in cenere. Una volta, fra le altre, che il Santissimo Sacramento era esposto, dopo essermi sentita rinchiudere in me stessa con un raccoglimento straordinario di tutti i miei sensi e potenze, Gesù Cristo, mio dolce Maestro, si presentò a me tutto splendente di gloria con le cinque piaghe brillanti come cinque soli. Da questa sacra Umanità uscivano fiamme da ogni parte, ma soprattutto dall'adorabile petto, che somigliava una fornace. Essendosi aperta, mi mostrò il suo amatissimo Cuore che è la viva sorgente di queste fiamme. Allora mi mostrò le meraviglie inspiegabili del puro amore, fino a quale punto l'aveva portato ad amare gli uomini, dai quali riceveva ingratitudini e sconoscenza; mi disse: “Ecco quel cuore che ha tanto amato gli uomini e dai quali ricevo solo ingratitudine e sofferenza. Questo mi causa molto più dolore, che quanto ho sofferto durante la Passione… per riparare Farai la comunione specialmente i primi venerdì di ogni mese”.È sorprendente come questa provvidenziale concomitanza dell’inizio della Quaresima con la presenza di queste sante reliquie, sia in perfetta sintonia con la parola che il Signore ci offre in questo mercoledì delle ceneri:"Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti". “Laceratevi il cuore e non le vesti...”. Oggi e non domani… oggi siamo chiamati a convertire il nostro cuore a Dio! Il Signore Dio ci offre ancora il suo perdono, invitandoci a tornare a Lui con un cuore nuovo, purificato dal male che lo opprime, per prendere parte alla Sua Gioia. Alla scuola di Cristo, Maestro e Signore, dobbiamo abbandonare la strada delle condanne, dei giudizi, delle sentenze spietate, dell’isolamento dell’altro per imparare il linguaggio del perdono e dell’amore, dono di Dio che si rende necessario alla nostra società e al nostro tempo, minati dalla guerra, dalla vendetta, dalla violenza, dal terrorismo... ovvero, dal male! Giovanni Paolo II, ebbe a dire che c'è un limite divino imposto al male ed è, in definitiva, la divina misericordia. Abbiamo bisogno di fare esperienza grande della Divina Misericordia, per essere sollevati dai pesi delle nostre cadute. Da qui l'impegno alla penitenza, al digiuno, alla preghiera, all'elemosina... in sostanza, alla conversione, per incontrarci con quel Dio che è infinitamente misericordioso! “Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati” (Mt 6,1). La pagina del Vangelo, che abbiamo ascoltato in questa Liturgia, come primo nuovo impegno di questo tempo di grazia, ci aiuta a comprendere lo stile per il nostro incontro con Dio e con la Sua Misericordia. Gesù insegna ai discepoli, cioè a noi, ad essere "veri" e non ipocriti nel nostro rapporto con Dio: l'elemosina, la preghiera, il digiuno sono le "opere buone" da compiere nel segreto del cuore dove Dio ha l'esclusiva di leggere, altrimenti risultano essere soltanto motivi per trovare il plauso degli uomini, di cui Dio non sa che farne! Quanta ipocrisia c'è oggi tra noi, nei nostri cuori induriti dall'orgoglio, dalla presunzione, dall'ira, dal desiderio di vendetta e di successo, dall'intenzione di dimostrare sempre agli altri tutto ciò che siamo e abbiamo… che siamo bravi… che siamo i migliori! Il Signore, in questo nuovo tempo di Quaresima, ci invita ad un rapporto di intimità profonda con Lui, come lo fu per santa Margherita Maria, e sperimentare come lei la grandezza infinita di quel Cuore misericordioso che si è lasciato trafiggere per noi. Diamo il primato alla preghiera in questi giorni perche santa Margherita Maria ci insegna che è lì che l'intimità del nostro cuore si apre alla confidenza più totale del cuore Misericordioso di Dio, che è Padre e ci ama. Accostiamoci, dunque, a ricevere le ceneri, segno eloquente del fallimento, di ciò che è stato bruciato, consumato, distrutto. Le ceneri parlano del nostro peccato, della nostra fragilità, di ciò che ha intaccato e deturpato la nostra vita. Ricevendole sul nostro capo vogliamo assumere, in tutta coscienza, l'impegno a cambiare la nostra vita, per darle il senso giusto, quello per cui Dio ci ha creato, andando a scoprire la dignità e la bellezza di essere i suoi figli. Andiamo a gustare in questo tempo di grazia che Egli è infinitamente Misericordioso con noi, che il Suo perdono è più grande della nostra colpa e che Egli non si è stancato ancora di amarci! La Vergine Maria, che conosce bene la "fatica del cuore" e la "notte della fede" (cfr. Enciclica Redemptoris Mater di Giovanni Paolo II, n°17), interceda per noi e ci ottenga il dono dell'autentica conversione a Dio! Ed ai Santi Margherita Maria Alacoque e Claudio la Colombier, affidiamo le nostre povere vite… i nostri cuori, perche siano loro a guidarli sui sentieri che conducono a quella sorgente di Grazia che è il cuore trafitto di Cristo. Amen!
Buona Quaresima!
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