“CON GESÙ NEL DESERTO…”

(I dom. Quaresima -  Mc 1,12-15)

 

 

Mercoledì scorso abbiamo insieme dato inizio al tempo quaresimale… tempo che ogni anno ci viene donato per tornare all’essenziale per incontrare Dio… Quaranta giorni... un numero simbolico con cui l’Antico e il Nuovo Testamento indicano i momenti salienti dell’esperienza della fede del Popolo di Dio. E’ un numero che esprime il tempo dell’attesa, della purificazione, del ritorno al Signore… della consapevolezza che Dio è fedele alle sue promesse. E’ il tempo delle decisioni mature e vere! Il numero quaranta appare anzitutto nella storia di Noè (Gen 7,4.12; 8,6). Mosè rimane sul monte Sinai, alla presenza del Signore, quaranta giorni e quaranta notti, per accogliere la Legge. In tutto questo tempo digiuna (cfr Es 24,18). Quaranta sono gli anni di viaggio del popolo ebraico dall’Egitto alla Terra promessa, tempo adatto per sperimentare la fedeltà di Dio. “Ricordati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni… Il tuo mantello non ti si è logorato addosso e il tuo piede non si è gonfiato durante questi quarant’anni”, dice Mosè nel Deuteronomio alla fine di questi quarant’anni di migrazione (Dt 8,2.4). Gli anni di pace di cui gode Israele sotto i Giudici sono quaranta (cfr Gdc 3,11.30), ma, trascorso questo tempo, inizia la dimenticanza dei doni di Dio e il ritorno al peccato. Il profeta Elia impiega quaranta giorni per raggiungere l’Oreb, il monte dove incontra Dio (cfr 1 Re 19,8). Quaranta sono i giorni durante i quali i cittadini di Ninive fanno penitenza per ottenere il perdono di Dio (cfr Gn 3,4). Nel Nuovo Testamento Gesù, prima di iniziare la vita pubblica, si ritira nel deserto per quaranta giorni, senza mangiare né bere (cfr Mt 4,2): si nutre della Parola di Dio, che usa come arma per vincere il diavolo. Le tentazioni di Gesù richiamano quelle che il popolo ebraico affrontò nel deserto, ma che non seppe vincere. Quaranta sono i giorni durante i quali Gesù risorto istruisce i suoi, prima di ascendere al Cielo e inviare lo Spirito Santo (cfr At 1,3). Come Gesù è entrato nel deserto per decidere come affrontare la sua missione, così anche noi entriamo del deserto per mettere a fuoco le scelte che vogliamo fare. Certo: leggendo il vangelo di Marco si resta piuttosto delusi: l’evangelista sintetizza le tentazioni di Gesù in due soli versetti, senza entrare nel dettaglio. Ma stiamo imparando a diffidare dell’apparente semplificazione di Marco. È lo Spirito che spinge Gesù nel deserto per soddisfare il suo desiderio di verità, di preghiera, di silenzio. Lo abbiamo già incontrato, di notte, da solo, a pregare il Padre, il Maestro. Lo Spirito ora, lo sospinse nel deserto. E vi rimase quaranta giorni tentato da Satana. Può apparire strano che sia lo Spirito a spingere Gesù verso la prova, eppure il Vangelo è chiaro: Gesù è sospinto dallo Spirito in un pellegrinaggio verso il luogo del cuore, là dove tutto si decide, verso la scelta! Perché ogni tentazione è sempre una scelta tra due amori. Il comandamento base di tutta la legge biblica dice: ho posto davanti a te la vita e la morte, scegli! Il deserto è il luogo del silenzio… Gesù sceglie ed indica il Silenzio come luogo dell’incontro col Padre. Avessimo il coraggio anche noi di imparare il silenzio! Di scoprire una preghiera fatta di ascolto! Per tutta la vita Gesù ha combattuto contro colui che divide, contro l’avversario… satana. Esiste il male e ci porta alla paralisi… Esiste ed agisce continuamente nelle nostre vite. Nel deserto il Maestro ritrova l’armonia dell’originale grazia con cui fummo creati…(stava con le fiere… richiamo all’armonia delle origini del mondo!). “E gli angeli lo servivano”… Gli angeli sono le tante presenze che Gesù, e noi, incontriamo nel nostro percorso di fede e che ci riportano verso Dio. Un amico, un prete, un evento (anche dolorosissimo!), un libro possono diventare angeli che ci aiutano a superare le tentazioni. Marco sintetico? E cosa dire dell’ultimo versetto del vangelo di questa domenica? Un versetto sul quale si potrebbe fare un intero corso di Esercizi Spirituali. “Gesù predicava il Vangelo di Dio e diceva: il tempo è compiuto, e il regno di Dio è vicino. Convertitevi e credete nel Vangelo”. Sono quattro gli annunci di Gesù: È finita l’attesa. Finito il ciclo dei giorni sempre uguali. Finito il tempo della fame… fame di senso e fame di Parola, ora si apre il tempo del Verbo come pane in tutti i solchi della vita. Con me vivrai solo inizi! “Il regno è vicino”. Il regno di Dio è il riassunto delle nostre speranze, la nuova architettura del mondo e dei rapporti umani. Dio è vicino a te, con amore! “Convertitevi...”. Noi percepiamo questo verbo come un comando, mentre in realtà porge un invito, una preghiera, offre una risorsa: “Cambia strada, io ti indico la via per le sorgenti, per un Dio luminoso!”. “Credete al Vangelo”: riprova l’emozione di dare ascolto vero a queste parole. È un annuncio buono per tutti, non per i «buoni» ma per me, per te, per l’uomo sfigurato che forse pesa sulla tua memoria. “Credi”; vale a dire: fidati dell’amore, abbi fiducia nell’amore. Non fidarti di altre cose, non fidarti della forza, dell’intelligenza, del denaro… I cristiani altro non sono che coloro che hanno creduto all’amore ( 1 Gv 4,16). Buona Quaresima, cercatori di Dio, lasciamo che lo Spirito ci spinga nel deserto.