A GIUSEPPE RENZI... RIPERCORRENDO UN CAMMINO FRATERNO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A GIUSEPPE… (Omelia che ho pronunciato stamane al suo esequie)

Vorrei tacere… ma non posso! Vorrei che fosse un silenzio carico di sacralità a parlare in questo momento per te, Giuseppe caro… ma devo… devo raccontare e testimoniare a tutti… al nostro vescovo… tutto il bello… tutto il dono che è stato ricevuto da me e da questa tua comunità, in questi anni della tua presenza fra noi. Non è facile… perché ti si stringe la gole e la mente si affolla di tanti ricordi… di un tratto di vita vissuto insieme ma che ti sembra un eternità. Vorrei dire tante cose credetemi… vorrei raccontarvi del mio ministero pastorale in questa comunità vissuto con lui! Ma oggi non voglio rivolgermi a voi… a nessuno di voi qui presente! Non voglio farlo, non perché non mi interessiate, ma perché sento in questo momento, in un dialogo quasi sussurrato, intimo, sincero… di volermi rivolgere a lui! Giuseppe caro, cuore pulsante di questa comunità… eccoci qua a parlarci ancora… sai vorrei dirti tante cose… vorrei ricordare con te in questo momento sacro, tutto il bello che il Signore mi ha dato di vivere in questi anni al tuo fianco… In te ho trovato un maestro, un testimone vero e credibile, un padre buono e amorevole… una giuda e un riferimento in tanti momenti difficili… un sostegno generoso nelle mie difficoltà… un collaboratore fondamentale per il mio ministero! Ogni tua parola, ogni tuo gesto… ogni tuo atto… piccolo o grande, non era mai privo di quella sensibilità grande che ti apparteneva! Quanti ammalati hai incontrato in questi anni… quanti hai assistito e accompagnato con il calore della tua presenza e delle tue parole. Quanti poveri hai accudito… quanti piccoli bambini hai assistito e accarezzato con il calore di un papà… di un nonno amorevole! Te l’ho detto già tante volte e te lo ripeto… “Sei stato un tabernacolo vivente per le strade della nostra comunità”. Le tue mani hanno avuto il privilegio di toccare il corpo di Gesù! In quella teca che recavi nascosta al collo… Dio Trinità infinita… eterna, si è fatto portare a chi lo attendeva! Tu stesso per me… per tutti, sei stato presenza visibile e palpabile di Dio in mezzo a noi. Non ti sei risparmiato in niente. Fino all’ultimo, lo scorso dicembre, hai voluto essere presente con i nostri… i tuoi giovani… i bambini dell’oratorio… alla casa di accoglienza per anziani, a donare un giorno diverso agli ospiti per donare anche tu (con la tua presenza) qualcosa… salvo poi confidarmi, come un fiume in piena, tutto il bello di quello che avevi vissuto… e con orgoglio mi dicevi “Mario… questi giovani, questi bambini… sono stati straordinari”. Fino all’ultimo, come confidavo una sera telefonicamente al nostro vescovo, non hai smesso i panni del diacono… desiderando di fare ugualmente quel ritiro programmato da tempo agli operatori caritas della nostra comunità, per la Santa Pasqua. Penso che quella sera… quell’incontro a casa tua… introno al tuo letto… resterà come pietra miliare per quanti erano li con te. Le parole di quella sera, il gesto dell’abbraccio di pace che hai chiesto a ciascuno di compiere, resterà la tua ultima lezione (non lo dimentichiamo che sei stato maestro di scuola elementare… il maestro!) la lezione più bella… pronunciata dalla cattedra eloquente del letto di casa tua! Grazie Giuseppe per i momenti importanti della mia vita in cui ti ho visto, con la tua cara Lella, essere premuroso al mio fianco… ad attendere lì… fuori dalla sala operatoria… ogni mia uscita… e non sono state poche! Grazie, perche con la premura di un padre, mi dicevi ad ogni mio intervento chirurgico “ Ti devi riguardare… ti devi riposare di più… fai tante cose, ma devi pensare anche un poco a te…! E me lo hai ripetuto anche l’altra sera, quando con un filo di voce, dopo avermi chiesto di ricevere il sacramento dell’unzione, prima della mia partenza per la terra santa, ci siamo incontrati… ed abbiamo vissuto un momento bello, profondo, profondamente sacro… carico di emozione. Non è stato facile nemmeno per me sai… ho provato fino all’ultimo a trattenere le lacrime… ma le tue parole, non me lo hanno consentito. “Mario, desideravo questo momento… sono al capolinea… devo essere pronto”. E poi prima di salutarci… per l’ultima volta, dopo essermi chinato sulla poltrona dove eri seduto, mi hai sussurrato “Mario ricorda… ti ho voluto bene… ti voglio bene… te ne vorro sempre”… e quasi tirandomi ancora di più a te… con le poche forze che ancora riuscivi ad avere, hai poggiato la tua fronte sulla mia… e siamo rimasti per istanti interminabili così… occhi negli occhi! E dopo aver pregato insieme… tanto pregato… quando ormai il silenzio era calato anche in casa tua, hai iniziato a dirmi “vatti a riposare… con una dolce insistenza, che alla fine ho dovuto obbedire io a te!!!” Ma sai… da quel momento… e nei giorni che ho trascorso in Terra Santa, eri il mio pensiero fisso… pregavo tanto… e già pensavo al mio vissuto con te… a quando insieme siamo stati nella terra di Gesù… e mi chiedevo come avrei fatto!!! Quanta premura hai avuto per tutti… quanta premura hai avuto per me povero e insignificante sacerdote al tuo confronto! Quanti baci mi hai donato… quanti abbracci… e sapesti quanto mi hanno fatto umanamente e spiritualmente bene! Ti ricorderò sempre dolce Giuseppe… uomo giusto, come un altro che portava il tuo stesso nome, lo sposo di Maria! La tua vita… il tuo ministero… sono stati una sintesi… uno scrigno che ha racchiuso in se, ciascuna delle beatitudini evangeliche… porterò sempre con me i ricordi delle nostre chiacchierate spirituali e anche le risate dei momenti spensierati unitamente vissuti con la tua… nostra cara Lella. Concludo dicendoti un ultimo grazie … grazie per questi ultimi giorni! Grazie per la fede che mi hai dimostrato di avere negli ultimi istanti della tua vita… grazie perche ho pianto dentro di gioia quando mi hai detto “Voglio essere pronto… non ho paura… di a tutti che li voglio bene”. Grazie perche è stato bello abbracciarti… con la tua fronte poggiata sulla mia… i tuoi occhi nei miei!!! Ciò che dovevi fare… Giuseppe… l’hai fatto! Quasi per connaturalità di cuore e semplicità di vita. Hai avuto occhi per vedere sempre le nostre necessità; hai avuto cuore aperto con tutti noi, capace di commozione vera; ci hai amati non a parole, con la lingua, ma con i fatti e nella verità; non hai davvero nulla da rimproverarti, hai vissuto i comandamenti di Dio; ci hai servito, ci hai amati, ti sei presa cura di noi… ti sei cinto il grembiule, come Gesù! Sei stata volto, carezza, mano, occhi, cuore di Gesù per noi. Ora vai in pace e sii felice, fiero di te: hai davvero fatto tutto ciò che ti era stato chiesto da Dio di fare, hai fatto ciò che dovevi fare per amore, gratuitamente! Hai fatto ciò per cui sei stato creata: Missione compiuta! Ora tutto è compiuto e tutto è custodito. Siamo stati davvero fortunati ad averti con noi in questa comunità! Venerdì (il primo venerdì di mese)… il Signore ha preso le tue mani e ti ha detto: “Vieni servo buono e fedele… Adesso corri... corri, brilla innanzi a me!" Grazie per il dono che sei stato per me.. Fino all’ultimo mi hai donato la tua luce... la tua grazia, la tua fede! Ringrazio Dio per il dono grande della tua esistenza ed ora corri... vai anima benedetta e brilla in eterno innanzi a Colui che ti ha creato! Porterò con me il tuo ultimo bacio. Sii benedetto oggi e sempre. Grazie Giuseppe...